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Il destino degli Svevi nella svolta di Anagni - Barletta Città Marinara

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Il destino degli Svevi nella svolta di Anagni

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IL DESTINO DEGLI SVEVI NELLA SVOLTA DI ANAGNI. BARLETTA E SALPI PROMESSE A VENEZIA. PRIMA TRADUZIONE DEL PATTO DI ANAGNI DEL 1239, pp. 125.

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Descrizione

SINOSSI

Cosa si cela dietro la stesura e la fase operativa del Patto di Anagni del 1239 tra Gregorio IX e la potente Repubblica di Venezia? Perché spingersi a detronizzare il recalcitrante sovrano svevo dal regno di Sicilia con la forza delle armi? Perché il destino degli Svevi sarebbe già segnato dalla svolta del Patto di Anagni? Cosa succede dopo questa fatidica data del 1239 e quali le reazioni sia del Papato che di Federico II? Che ruolo diplomatico e militare avrebbero avuto le repubbliche marinare? E quello della strategica città marinara di Barletta?

Dopo il ’39, la rabbia dell’Hoestaufen contro il Papato sarà frenata dalle repubbliche marinare di Genova e Venezia. Infatti nel 1241 si scatena la sua ferocia verso un concilio da tenersi a Roma per dichiarare decaduto l’imperatore: Gregorio IX chiede a Genova un contingente navale (20 unità) per proteggere la traversata dell’Alto Clero francese, spagnolo ed inglese del Papa da Nizza ad Ostia. Ma Federico arma 27 unità navali sicule poi fiancheggiate da quelle di Pisa. Nello scontro navale, molti furono i prelati che persero la vita ed i sopravvissuti maltrattati.

Torniamo al 1239 (firma del Patto), per ritorsione l’imperatore a Trani farà uccidere il figlio del Doge di Venezia. Mentre numerose città costiere e garganiche della Puglia sono preda dei Veneziani, Barletta sarebbe stata personalmente difesa dallo stesso imperatore con le sue imponenti flotte marittime, scongiurando gli attacchi delle galee Veneziane. Deposto nel 1245 dai Principi d’Europa (al concilio di Lione), Federico II morirà nel 1250 e si aprirà la successione dinastica.

Intanto Barletta, diventerà rifugio anche dei latini di Costantinopoli. L’imperatore Baldovino II (Impero Latino 1204) spodestato dai Bizantini nel 1261, troverà naturale accoglienza in Barletta. Grazie al soccorso delle galee veneziane che gli faranno trovare riparo con il Patriarca Giustiniani, entrambi accolti prima da re Manfredi e poi nel 1273 dagli Angioini. Intanto, la città con il popolo e la sua nobiltà chiederà a Manfredi, figlio di Federico II, in cambio della sua lealtà politica, il prestigioso titolo Provinciae speculum et praecipuam regionis (1266).

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